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sabato 21 marzo 2015

La verità di un ex dipendente sulla discarica di Cupinoro (lago di Bracciano - RM)

Ecco una buona occasione per capire meglio perchè la Corte dei Conti ha rinviato a giudizio il sindaco di Bracciano (RM) e il suo capo area ai LL.PP, che a maggio dovranno rispondere di danno erariale per la gestione della discarica di Cupinoro.

Ce lo spiega Franco Ridolfi in questa sua testimonianza di ex dipendente della Bracciano Ambiente e noto testimone oculare di molte vicende che oggi fanno fatica a riaffiorare.

 

"È da un bel po' di tempo che molte persone si sentono autorizzate a fare commenti e considerazioni sulla discarica di Cupinoro; il più delle volte semplicemente inadeguati o intempestivi, per il resto del tutto insignificanti: c'è chi ancora oggi chiede - solo per fare un esempio - perché non siano state escusse le fidejussioni dei vecchi gestori nel 2004, quando proprio l'accertamento dell'assenza delle fidejussioni fu uno dei motivi dei provvedimenti intrapresi; c'è chi oggi denuncia la "gravissima" circostanza dei teli strappati dal vento che, lasciando scoperti i rifiuti, creerebbero chissà quale catastrofe epocale, evidentemente ignorando che per anni e anni non c'era nessuna traccia di teli, e così via.

L'unico, vero aspetto di notevole rilevanza inerente la materia, se non altro per l'entità delle conseguenze economiche ed ambientali, è però semplicemente ignorato: nell'area della discarica di Cupinoro insistono due impianti per il trattamento degli inquinanti, ambedue praticamente fermi! Cosa comporta questo?

In estrema sintesi.

Il primo, di proprietà di una società privata, dovrebbe (il condizionale è ovviamente d'obbligo!) captare il biogas di discarica e trasformarlo in energia elettrica che, venduta poi all'ENEL, comporterebbe (il condizionale è sempre d'obbligo!), oltretutto, una "royalty" per la Bracciano Ambiente (quindi per il Comune di Bracciano, quindi per i cittadini di Bracciano!) nell'ordine dei 500.000 €/anno (un miliardo l'anno delle vecchie lirette, per intenderci). Soldi persi; non solo.

Il recupero del calore prodotto da questo impianto dovrebbe (il condizionale è ancora d'obbligo!) essere utilizzato per lo smaltimento del percolato prodotto dalla discarica, pratica per la quale, invece, si dovrebbero ((il condizionale …!) spendere circa 8/900.000 €/anno.

A causa delle enormi difficoltà (i cui responsabili si stanno giorno per giorno individuando da parte degli organi inquirenti) della Bracciano Ambiente, quindi, non soltanto si perde una montagna di soldi ogni anno - al mezzo milione di euro dell'impianto del biogas vanno infatti aggiunte le perdite causate dal mancato funzionamento dell'altro impianto - ma, oltretutto, non potendosi effettuare il regolare asporto del percolato a causa della carenza di liquidità, si espone concretamente l'intero comprensorio al notevolissimo rischio ambientale conseguente alla fuoriuscita del liquido inquinante!

Di tutto questo - la vera, reale, concreta ed immediata perdita di cifre astronomiche e l'altrettanto vero, reale, concreto ed immediato rischio di disastro ambientale - non si parla! Perché?"

Franco Ridolfi

 

 

Associazione Salviamo Bracciano





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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
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