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giovedì 22 agosto 2013

Reggina: RiprendiAmolAAAAAAA!!!

Reggio Calabria 21 agosto 2013 - Ti ricordi quando eri grande, ora sei un po' piccolina, ma se guardi la nostra curva, tu sei sempre la mia Reggina.
Tu in A devi tornare e nessun ci può fermare, tutti in coro noi canteremo, Alè Reggina facci sognare.
Ed è proprio un'Estate da sogno quella che i tifosi amaranto stanno vivendo: Lillo Foti in occasione del centenario vuole fare le cose in grande, non con le chiacchiere come spesso abbiamo ascoltato in questi anni, ma con i fatti. La campagna acquisti della Reggina è da notti magiche, inseguendo un gol, inseguendo un sogno chiamato Serie A.
L'entusiasmo è alle stelle, a Reggio si respira aria di grande calcio, i tifosi sono pronti a vivere una stagione ricca di soddisfazioni, tu chiamale se vuoi Emozioni, quelle emozioni che non ti fanno dormire la notte pensando alla partita di domani, e dopo che la vinci non vedi l'ora di comprare il giornale e vedere la tua Reggina su, in alto, in cielo, che vola verso la Serie A, accompagnata dall'urlo dei suoi tifosi che grazie all'amore per questi colori, la sostengono fino all'ultimo filo di voce.
Il calcio è anche poesia, arte, magia, spettacolo, un mix di espressioni che per chi lo ama non hanno paragoni, ed oggi siamo qui a raccontare la storia di questa Reggina nata 99 anni fa: 

fonte wikipedia
La prima società nasce l'11 gennaio 1914 con il nome di Unione Sportiva Reggio Calabria, fondata da un gruppo di sessantuno impiegati pubblici. Essi sottoscrissero un atto collettivo, con il quale si impegnavano al versamento annuo di una quota di quindici lire a testa[2]. In quegli anni l'attività calcistica reggina era fortemente radicata, sebbene solo a livello regionale; tra le varie squadre vi erano l'Ausonia, l'Audace, la Giovani Calciatori, la Garibaldi, la Girardengo[2]. Nessuna di queste squadre disponeva di un vero e proprio campo sportivo, ed esse (inclusa la Reggina) erano solite disputare i propri incontri presso i cosiddetti "Campi francesi": dei terreni di gioco in terra battuta, ubicati presso l'attuale zona degli Ospedali Riuniti e del rione Modena[3]. Fu solamente nel 1922 che nacque il primo vero stadio: la Lanterna Rossa, situato nei pressi della darsena del porto ed inaugurato nel 1924.
Nel frattempo, nel 1922 la FIGC aveva ratificato l'esistenza dell'Unione Sportiva Reggio Calabria, che poco dopo assunse la denominazione di Reggio Foot Ball Club. Il 14 aprile del 1924 (torneo calabro-siculo di Seconda Divisione), il Reggio Foot Ball Club inaugurò la Lanterna Rossa sfidando la Peloro Messina, vincendo 3 a 2[3]. Nell'ottobre dello stesso anno, arrivò per la Reggina il titolo regionale. Il colore della casacca, originariamente a righe bianconere, divenne completamente nero: da Firenze era infatti arrivata una cassetta di quindici divise nere[3].
Gli anni venti e trenta


Ottavio Misefari


Formazione della Reggina nel Derby dello Stretto del 11 gennaio 1931


La Reggina all'esordio allo Stadio Michele Bianchi il 4 dicembre 1932
Nel febbraio del 1925 alcuni tra i più famosi giocatori reggini cambiavano per la prima volta nella storia sponda dello Stretto, passando alla Juventus di Messina: erano Pasquale Rattotti e Ottavio Misefari, cresciuti nella Giovani Calciatori (poi denominata Juventus RC dopo la fusione con la Nuova Italia).
Misefari e Rattotti sono stati definiti i più grandi giocatori reggini degli anni venti assieme a Pannuti e Suraci[4]. I primi due tornarono successivamente a Reggio, invece Pannuti e Suraci avevano già giocato in precedenza a Messina.
Le ragioni di questi storici trasferimenti erano in particolar modo di tipo economico: ad esempio Misefari, detto Garibaldi, si trasferì a Messina con un ingaggio di cinquanta lire a partita, quando il costo medio del biglietto d'ingresso al campo era di mezza lira[4].
Nel 1926 venne ordinato lo sgombero della Lanterna Rossa a causa di lavori all'interno del porto, ed a ciò seguì l'abbandono di ogni attività sportiva da parte del Reggio Foot Ball Club, entrato in crisi in quello stesso periodo. Fu Giuseppe Vilardi che rilevò la società, e nel 1928 nacque l'Unione Sportiva Reggina[3]; la sede della società era in via Demetrio Tripepi[3]. Gli allenatori che si alternarono alla guida della squadra nel 1928 e nel 1929 furono Zanghi prima, l'ungherese Wereb poi.
Ormai senza la Lanterna Rossa, il presidente Vilardi chiese aiuto ad un proprio zio appaltatore per la costruzione di un nuovo terreno di gioco. Nacque allora il Sant'Anna: un campo ottenuto grazie alla spianatura di un terreno nell'omonimo rione della città[5]. L'inaugurazione dell'impianto avvenne il 4 novembre 1928: l'U.S. Reggina perse contro il Vomero di Napoli per 0-3.
Dal 1929 al 1932 la squadra viene affidata all'allenatore Attilio Buratti[6]. Al termine della stagione 1929-30, la Reggina ottenne la promozione in Prima Divisione. L'11 gennaio 1931, nel corso del campionato di Prima Divisione 1930-1931, si disputò uno dei derby più sentiti nei primi anni del secolo contro il Messina. La vittoria andò alla Reggina per 4 a 0 (marcatori: Bertini, Ferrero, 2 Lomello)[7].
Nel 1932, in occasione della settima giornata di campionato di Prima Divisione 1932-1933 Reggina - Siracusa, venne inaugurato lo stadio Michele Bianchi dove oggi sorge l'attuale Oreste Granillo di via Galilei, nella zona sud della città. La partita si concluse con il risultato di parità a reti inviolate.
Il 25 febbraio 1934 fu eletto come nuovo presidente l'ingegnere Giuseppe Pirottina; egli però, dimissionario, venne sostituito dal cavaliere Domenico Delfino il 17 novembre dello stesso anno[5]. Pochi giorni più tardi l'Unione Sportiva Reggina cambiò nome in Associazione Sportiva Reggina, in quanto divenuta società polisportiva.
Nel novembre 1935, al termine del campionato di Prima Divisione 1934-1935, l'A.S. Reggina uscì di scena a causa di problemi finanziari. Nel frattempo però le scene del calcio reggino vennero occupate da una nuova società: la Società Sportiva Dominante, che disputò la Serie C 1938-1939. Tuttavia, al termine della stagione la squadra retrocesse in Prima Divisione (nel frattempo divenuto il quarto livello del campionato italiano di calcio) ed uscì anch'essa dalle scene calcistiche a causa di problemi economici, aggravati dall'inizio della seconda guerra mondiale[8].
Tra il 1940 ed il 1944 non venne svolta alcuna attività. Tuttavia nel 1944 l'A.S. Reggina rivide la luce: grazie agli sforzi del cavaliere Andrea Giunta, la società iniziò a disputare alcune partite contro le truppe alleate stanziate tra Reggio e Messina[8]. La prima partita si disputò il 23 luglio 1944: la Reggina sconfisse la "British Troops" per 4-0. Nel novembre dello stesso anno si iscrisse al campionato provinciale di Prima Divisione (al quale partecipò anche una neonata Dominante, poi fallita nel gennaio del 1945). La squadra riuscì a vincere il girone A, ma la FIGC le impedì di prendere parte alla fase finale del campionato a causa di irregolarità nel trasferimento del calciatore Caridi[9].
Il dopoguerra[modifica | modifica sorgente]


Formazione della Dominante del 1939
Nell'immediato dopoguerra, l'A.S. Reggina viene ammessa per meriti sportivi alla Serie C 1945-1946. La squadra mantiene la categoria fino al 1951-1952. Nel 1951 la società si rese responsabile di un caso di corruzione: in occasione della trasferta a Catanzaro, un dirigente della società cercò di corrompere il calciatore catanzarese Ziletti per indurlo ad agevolare la Reggina. Il tentativo di illecito venne scoperto e la Reggina, penalizzata di ben 17 punti, retrocesse nel campionato di IV Serie 1952-1953.


Roberto Beghi, autore di 45 reti in amaranto.
La società ritrova la Serie C, dopo quattro anni in IV Serie, al termine della IV Serie 1955-1956 sotto la guida dell'allenatore Oronzo Pugliese. In quegli anni vestono la casacca amaranto giocatori come Erminio Bercarich, centravanti di Fiume che segna 70 goal con la Reggina fra il 1945 ed il 1949 più altri 5 nel 1958-1959, e il centrocampista cecoslovacco Július Korostelev, che gioca con la Reggina in Serie C fra il 1949 ed il 1951, segnando nella sua prima stagione 17 gol in 34 presenze. Da ricordare Alberto Gatto, che giocò nella Reggina 361 partite segnando 48 gol, bandiera per gli amaranto che giocò sino all'arrivo in panchina di Tommaso Maestrelli.
Gli anni sessanta[modifica | modifica sorgente]


Formazione della Reggina 1968-1969
Dopo qualche anno di assestamento, nella stagione 1964-1965 la Reggina, guidata dall'allenatore Tommaso Maestrelli (futuro campione d'Italia con la Lazio), riesce a centrare l'attesa prima promozione in Serie B. La stagione successiva gli amaranto sfiorano la Serie A, perdendola per un solo punto all'ultima giornata e chiudendo quarti in classifica. Nella stagione 1966-67 la squadra già in primavera abbandona ogni speranza di promozione e chiude in nona posizione. Nel 1967-1968 si piazza ancora nona, dopo essere stata coinvolta nella lotta per non retrocedere.
La Serie B 1968-1969 si apre con l'addio di Maestrelli, passato al Foggia; il tecnico toscano viene sostituito da Armando Segato, e giungono in riva allo Stretto giocatori come Nedo Sonetti ed il futuro campione del mondo Franco Causio. La squadra è di nuovo in lotta per la Serie A, ma l'obiettivo sfuma alla quartultima giornata in seguito alla sconfitta casalinga per 0-1 contro il Catania; la Reggina conclude quinta. Per la stagione 1969-1970 il nuovo allenatore è Ezio Galbiati. La squadra arriva ancora nei piani alti della classifica conquistando il sesto posto, non riuscendo però a centrare la promozione in massima serie.
Gli anni settanta[modifica | modifica sorgente]
Nel 1970-71 la Reggina dispone di un organico in grado di raggiungere la promozione in Serie A. Si presenta addirittura come capolista a Catanzaro, dove tuttavia perde. Da lì in poi la squadra non riuscirà a mantenere un ritmo da promozione, e concluderà all'ottavo posto. Nel 1973-74 la Reggina retrocede in C e inizia una altalena tra Serie C1 e Serie C2.
Gli anni ottanta[modifica | modifica sorgente]


Rosario Sasso


Albertino Bigon
Il 1986 (allenatore è Albertino Bigon) viene ricordato per l'acquisizione della società da parte di una nuova cordata di imprenditori reggini che, dopo il fallimento della precedente società[10][11][12], trasformano l'Associazione Sportiva Reggina nell'attuale Reggina Calcio S.p.A. mantenendo il titolo sportivo. La squadra conclude sesta nel girone B della Serie C1 1986-1987.


La Reggina nel giorno dello spareggio contro la Virescit Boccaleone il 12 giugno 1988
Nella stagione 1987/1988 la Reggina, allenata da Nevio Scala, arriva terza nel girone B della Serie C1 due punti dietro le prime Licata e Cosenza. Il previsto allargamento della Serie A da 16 a 18 squadre prevede una promozione in più in Serie B (e un retrocessione in meno dalla Serie B alla Serie C1). La Reggina gioca pertanto lo spareggio per l'ultimo posto disponibile con la formazione terza arrivata nel girone A, la Virescit Boccaleone. Lo spareggio si gioca allo Stadio Renato Curi di Perugia il 12 giugno 1988 di fronte a 20mila[13] tifosi: la Reggina vince per 2-0 (gol di Giuseppe Bagnato e Tarcisio Catanese) e ottiene la promozione in Serie B.
Nella stagione 1988/1989 la Reggina è allenata ancora da Nevio Scala. Grazie anche ai gol di Vincenzo Onorato e le parate del portiere Mauro Rosin, arriva quarta a pari merito con Cosenza e Cremonese. In base alla classifica avulsa Reggina e Cremonese si disputano l'ultimo posto utile per la Serie A. Lo spareggio disputato a Pescara il 25 giugno 1989, con un seguito di 23.000 tifosi reggini[14], vede la vittoria della Cremonese ai rigori grazie alla trasformazione decisiva di Attilio Lombardo dopo l'errore dal dischetto di Pietro Armenise. In questa stagione si metterà in luce Massimo Orlando. Nella stagione 1989-1990 la Reggina, allenata da Bruno Bolchi, arriva sesta nel campionato di Serie B a 4 punti dalla zona promozione. Aritmeticamente determinante per la mancata promozione la sconfitta casalinga alla penultima giornata con l'Ancona.


Bruno Bolchi
Gli anni novanta


La Reggina nel 1984-85
Nella stagione 1990-1991 la squadra è allenata prima da Aldo Cerantola, poi da Francesco Graziani (dalla sedicesima alla trentesima giornata) infine ancora dallo stesso Cerantola. La squadra arriva diciottesima ed è pertanto retrocessa. In rosa figurano tra gli altri: Benito Carbone, Giovanni Tedesco, Giuseppe Scienza, Fulvio Simonini.
All'inizio della stagione 1991-1992 il presidente Benedetto si dimette dalla carica (restando comunque nella società) e viene sostituito dall'attuale presidente Lillo Foti, all'epoca socio ed amministratore delegato. La squadra viene affidata ancora ad Aldo Cerantola, ma alla quarta di campionato subentra Giancarlo Ansaloni, poi sostituito da Gabriele Geretto nella parte finale del torneo. La Reggina conclude ottava nel girone B della Serie C1.
Nella stagione 1992-1993 la Reggina è allenata inizialmente da Gabriele Geretto, poi sostituito da Enzo Ferrari, ed arriva nona alla fine del campionato. La classifica finale del campionato di Serie C1, girone B, verrà sconvolta dai giudici sportivi a causa dell'illecito sportivo tra Perugia e Acireale e la mancata iscrizione per motivi finanziari di Catania, Messina e Casertana. Cannoniere della squadra amaranto è Girolamo Bizzarri con 17 reti.
Nella stagione 1993-1994 la Reggina, ancora allenata da Enzo Ferrari, cerca di contendere per tutto il campionato la prima posizione al Perugia. Il secondo posto in classifica generale la costringe a disputare i play off, introdotti proprio in quell'anno. L'avversario della semifinale è la Juve Stabia e la Reggina, dopo una sconfitta per 2-0 in Campania, rimonta in casa andando ai supplementari nei quali segna un altro goal contro i due degli avversari che passano il turno. Da segnalare la curiosità che negli anni successivi il regolamento venne modificato prevedendo in caso di parità non più i supplementari ma il passaggio di turno della squadra meglio posizionata in classifica.
Nella stagione 1994-1995 i calabresi, allenati da Giuliano Zoratti, vincono il girone B della Serie C1 e vengono promossi in Serie B. Grande merito per la promozione venne attribuito all'attaccante Alfredo Aglietti, che con 20 realizzazioni diviene capocannoniere del torneo, segnando anche il goal della virtuale promozione nella trasferta di Avellino. Nella stagione 1995-1996 la Reggina disputa un campionato difficile nonostante i 18 goal di Alfredo Aglietti e le giocate di un esordiente Simone Perrotta. Alla trentesima giornata viene esonerato l'allenatore Giuliano Zoratti e sostituito dall'allenatore delle giovanili Franco Gagliardi, che riesce nell'impresa di salvare la squadra vincendo le ultime quattro partite.
Nella stagione 1996/1997 la squadra amaranto inizia con quattro sconfitte e sei pareggi nelle prime 10 partite. L'allenatore Adriano Buffoni viene esonerato e sostituito da Vincenzo Guerini, che guida la Reggina fino al decimo posto finale. In questo campionato si mette in luce il bomber Davide Dionigi, che con 24 goal è il capocannoniere della Serie B. Nella stagione 1997/1998 la Reggina allenata da Franco Colomba arriva sesta nel campionato di Serie B.
Nella stagione 1998/1999 la Reggina conquista il 4º posto utile per la prima storica promozione in Serie A il 13 giugno 1999, vincendo 2-1 al Delle Alpi di Torino contro il Torino già promosso di fronte a 60.000 spettatori (vantaggio iniziale di Cozza, momentaneo pareggio di Ferrante e infine gol di Tonino Martino). La squadra viene allenata da Elio Gustinetti (licenziato a 6 giornate dalla fine) e successivamente da Bruno Bolchi.
Gli anni duemila[modifica | modifica sorgente]


Franco Colomba


Bruno Cirillo
La prima partita della storia della Reggina in Serie A è contro la Juventus allo Stadio delle Alpi di Torino: finisce 1 a 1. A fine stagione conquista la salvezza: l'allenatore è Franco Colomba ed in rosa vi sono giocatori quali Andrea Pirlo, Roberto Baronio e Mohammed Kallon. La squadra si salva con una giornata d'anticipo rispetto alla fine della stagione, il 7 maggio 2000 (Reggina - Verona 1-1). Nella stagione 2000/2001 la squadra amaranto è ancora allenata da Franco Colomba. Disputa la prima giornata di campionato contro l'Inter e vince 2-1 in rimonta; successivamente la Reggina inanella otto sconfitte consecutive (dalla seconda alla nona giornata) ma riesce a recuperare e a chiudere tredicesima con 37 punti, a pari merito con Lecce e Verona. In base ad una peggiore classifica avulsa deve giocare lo spareggio per non retrocedere contro il Verona: dopo aver perso per 1-0 nella città veneta il 21 giugno 2001, vince tre giorni dopo a Reggio Calabria per 2-1. Ciò non basta ad evitare la retrocessione, in virtù del gol segnato in trasferta dai veronesi. Un evento raro della stagione è il gol realizzato dal portiere Massimo Taibi in occasione della partita Reggina-Udinese del 1º aprile 2001.
Nella stagione 2001/2002 i reggini sono guidati sempre da Franco Colomba; mantengono in organico molti giocatori da Serie A come il cileno Jorge Vargas, il ceco Martin Jiranek, il brasiliano Mozart, il capitano Francesco Cozza, il portoghese José Mamede e si presentano con una coppia d'attacco formata da Davide Dionigi e Gianluca Savoldi. La squadra ottiene la promozione con una giornata d'anticipo (classificandosi terza) ai danni del Napoli.
Nella stagione 2002/2003 la Reggina è allenata da Bortolo Mutti, il quale viene sostituito alla nona giornata da Luigi De Canio. Molti acquisti arrivano con il mercato di gennaio: si tratta del difensore Stefano Torrisi, dei due esterni Gianluca Falsini e Aimo Diana e dell'attaccante Emiliano Bonazzoli. Oltre a Bonazzoli, in attacco la rosa è composta da David Di Michele, Francesco Cozza e Shunsuke Nakamura. Nel corso della stagione la Reggina e riesce a raggiungere il dodicesimo posto in compagnia di Modena, Empoli ed Atalanta. Alla fine però la classifica avulsa costringe ancora la Reggina a spareggiare per non retrocedere: questa volta con l'Atalanta. L'andata dello spareggio si gioca a Reggio Calabria il 29 maggio 2003 e finisce 0-0. Il ritorno, in programma per il 1º giugno, viene posticipato di un giorno a causa di un violento acquazzone. La Reggina, dopo essere passata in svantaggio, si impone per 2-1 con le reti di Francesco Cozza ed Emiliano Bonazzoli, ottenendo pertanto la salvezza.


Carlos Adrián Valdez
Nella stagione 2003/2004 la Reggina inizia con alla guida ancora Franco Colomba, che viene sostituito dopo qualche giornata da Giancarlo Camolese. La squadra arriva tredicesima a pari merito con il Siena. Volti nuovi in rosa sono il centrocampista Giacomo Tedesco e il difensore Andrea Sottil. Nella stagione 2004/2005 la Reggina affida la panchina a Walter Mazzarri, proveniente dal Livorno. La squadra conclude al decimo posto. Per la prima volta si disputa in Serie A il Derby dello Stretto contro il Messina. Nella stagione 2005/2006 approdano alla Reggina molti giocatori esordienti nella massima categoria; vengono ceduti: il capitano Mozart, il giapponese Nakamura e la punta Bonazzoli. La squadra si salva a tre giornate dalla fine, battendo il Messina il 30 aprile 2006 per 3-0.
A seguito dello scandalo del calcio italiano del 2006, il 7 agosto 2006 la Reggina viene deferita per violazione degli articoli 1 e 6 del regolamento federale (illecito sportivo), essendo accusata per responsabilità diretta del presidente Lillo Foti. Foti è infatti accusato per aver ottenuto illeciti vantaggi di classifica nella stagione 2004/2005 attraverso il controllo delle designazioni arbitrali. A processo concluso la Reggina viene condannata a scontare quindici punti di penalizzazione nel campionato di 2006/2007. La pena viene confermata dalla Corte Federale il 26 agosto 2006 e il Presidente Foti viene squalificato per 2 anni e 6 mesi, poi ridotti a un anno ed un mese. Il 12 dicembre 2006 arriva uno sconto di 4 punti, che porta a 11 i punti di penalizzazione. Nell'agosto del 2006 la Reggina festeggia a Graz in Austria il ventennale della presidenza Foti con un amichevole contro il Real Madrid[15]. La Reggina conquista 40 punti (51 considerando la penalizzazione) e raggiunge la salvezza. In rosa vi è la coppia d'attacco più prolifica del campionato: Nicola Amoruso (17 gol) e Rolando Bianchi (18 gol).


Nevio Orlandi
Per la stagione 2007/2008, il club si affida a Massimo Ficcadenti. Ritorna in squadra Francesco Cozza. Ficcadenti viene sostituito da Renzo Ulivieri dopo la sconfitta in casa per 1-3 contro il Livorno. Ulivieri viene a sua volta esonerato e sostituito con Nevio Orlandi. Orlandi riesce a guidare la squadra alla salvezza con una giornata di anticipo (11 maggio: Reggina-Empoli 2-0). Per la stagione 2008/09 viene confermato Nevio Orlandi, il quale è poi esonerato il 16 dicembre 2008[16]: al suo posto subentra Giuseppe Pillon[16]. Tuttavia, il 25 gennaio 2009, dopo tre sconfitte consecutive, Pillon viene esonerato e Orlandi richiamato alla guida della squadra.[17] Il 20 maggio 2009 la Reggina retrocede matematicamente in Serie B, chiudendo penultima in classifica.
L'11 giugno 2009 viene ingaggiato come allenatore Walter Novellino, per guidare la squadra in Serie B. Viene acquistato Sergio Volpi, successivamente l'attaccante Emiliano Bonazzoli e il laterale Antonio Buscé. L'obiettivo è quello di puntare alla Serie A[18]. Il 24 ottobre 2009 Novellino viene esonerato, ed al suo posto è ingaggiato Ivo Iaconi, a sua volta esonerato l'8 febbraio 2010 con la squadra penultima in classifica. Con l'arrivo di Roberto Breda (già allenatore della Primavera) la squadra riesce tuttavia a mantenere la categoria raggiungendo la salvezza aritmetica all'ultima giornata di campionato.
Gli anni duemiladieci[modifica | modifica sorgente]
Il 16 giugno 2010 la società ingaggia come allenatore Gianluca Atzori, il quale nella stagione guida la squadra sino ai play-off validi per la promozione in Serie A. La Reggina perde però in semifinale contro il Novara, in virtù di due pareggi (0-0 in casa, 2-2 in trasferta). Partito Atzori a fine stagione, ritorna a Reggio Roberto Breda, che però viene esonerato l'8 gennaio 2012; gli subentra Angelo Gregucci; lo stesso Breda viene però richiamato alla guida della squadra nel mese di aprile, sollevato dall'incarico anche Gregucci[19]. A fine stagione la squadra chiude al 10º posto.
Il 2 luglio 2012 la società comunica di aver ingaggiato Davide Dionigi come allenatore per la stagione 2012-13, con un contratto biennale[20]. Lo stesso Dionigi viene esonerato il 16 marzo 2013 e al suo posto viene ingaggiato Giuseppe Pillon[21], con la squadra nelle zone basse della classifica.
Il 18 maggio 2013 la Reggina ottiene la salvezza dopo il pareggio all'ultima giornata sul campo del Vicenza. Il 15 giugno 2013 la società ingaggia l'allenatore Gianluca Atzori, già alla guida degli amaranto nel 2010-2011[22].

Ed è proprio con Atzori che Lillo Foti intende riportare la Reggina in Serie A, un tecnico esperto e capace, un dittatore alla Fabio Capello tanto per intenderci, il suo sistema di gioco ideale è il 3-5-2, gli interpreti saranno di qualità, lo dicono i fatti: ad oggi la Reggina è la regina del calciomercato, scusate il gioco di parole,  in riva allo Stretto sono arrivati giocatori importanti, Benussi, Strasser, Rigoni, Cocco, Sbaffo, Caballero, Ipsa, De Rose, a breve la firma dell'ex Barcellona Miguel Angel Sainz-Maza, Albertazzi che dal Milan ha le valigie in mano destinazione Reggio Calabria, e noi un sogno nel cuore, destinazione Serie A.

Rosario Ligato



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