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venerdì 23 agosto 2013

Presentato il libro sulle Bande Musicali Calabresi di Giovanni Russo. «Si è fatta luce su una storia sinora ignorata»

Polistena (Reggio Calabria) 23/08/2013 - Un vero e proprio "memento", un compendio unico nel suo genere che ha inteso chiamare a raccolta la storia delle Bande Musicali Calabresi attraverso immagini e racconti dalla loro istituzione e fino ai giorni nostri. 

Questo è il tomo presentato da Giovanni Russo, già direttore della biblioteca cittadina ma di più, studioso e cultore della materia. Alla presenza della poetessa Maria Frisina, che assieme a Russo ha condotto la serata, il tavolo dei relatori era composto dal sindaco Michele Tripodi che ha offerto i saluti istituzionali, da Maria Fortunata Minasi, funzionario dell'Archivio di Satato, dal direttore del conservatorio "Cilea" Cettina Nicolosi, dalla direttrice del conservatorio di Vibo Valentia Antonella Barbarossa, dal prof. Giuseppe Caridi, ordinario di Storia Moderna presso l'Università di Messina, dal giornalista Pantaleone Sergi e dallo psicoterapeuta Salvatore Napoli. Una serata intervallata dalle esibizioni dell'orchestra giovanile di Bagnara Calabra, ottimamente diretta dal maestro Vincenzo Panuccio, e di quella storica della città di Polistena con il maestro Russo. 

Un incontro dove oltre al lavoro di Russo si è discusso anche della realtà delle bande calabresi. «E' importante tramandare le nostre radici, per riscoprire l'orgoglio dell'appartenenza - ha affermato la Barbarossa - come ha riconosciuto il maestro Muti, quando ha anche ricordato che il livello musicale dei giovani calabresi che militano nelle bande è alto ». 

La Nicolosi ha affermato anche che «questo libro è un opera significativa che testimonia la vicinanza dell'autore al mondo bandistico», avvalorato dall' intervento del prof. Caridi che in merito ha chiosato «questo libro è stato realizzato grazie alla pazienza certosina dell'autore». E' toccato al giornalista Pantaleone Sergi dare un po' contezza dei numeri che compongono l'opera: 576 pagine in formato A4, 298 tra paesi città e frazioni menzionate, 300 bande esaminate, 337 immagini d'epoca di cui 138 a colori, quasi 2 kg di peso e « ed è ciò che conferisce il merito scientifico a questo libro - ha aggiunto - giustificandone l'impegno profondo che riporta alla luce una storia sinora ignorata» ben 2478 note per i lettori. La conclusione narrativa è stata affidata ad un intervento piuttosto prolisso dello studioso Napoli, il quale si è soffermato ad esplicitare la composizione del libro e delle bande musicali parlando di «una sorta di dialettica tra presente e passato che tende al confronto che attinge alla memoria collettiva per intendere le due realtà: la cultura dell'appartenenza e quella dell' identità». 

Nello scorrere della serata, protrattasi fino a dopo la mezzanotte, sono stati conferiti i premi per le bande calabresi (andato alla banda bagnarese diretta, appunto, dal maestro Panuccio), quello ai maestri bandistici calabresi (corrisposto alla memoria del compianto maestro Pino Natale), tre menzioni speciali di cui una al maestro Michele Raso da Cinquefrondi che l'ha personalmente ritirata, e due alla memoria dei maestri defunti Nicola Porzio, campano di nascita e polistenese d'adozione, e Roberto Orlando, barese di nascita e calabrese per professione. Infine sono stati corrisposti riconoscimenti ai musicanti polistenesi decani Giuseppe Alessi, Giovanni Anile, Vincenzo Calopresti, Antonio Cammareri, Angelo Cotrone, Vincenzo D'Agostino, Giacinto Greco, Nino Ièlitro, Angelo Sainato, Salvatore Tripodi ed al maestro veterano Vincenzo Russo. 

Giuseppe Campisi

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