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lunedì 19 agosto 2013

Praia a Mare(CS) L'indagine da manuale dei Carabinieri del capitano Vincenzo Falce per bloccare gli assassini del Pipolo

Sono stati sottoposti nella notte a fermo per omicidio l'uomo è la donna bloccati ieri perché sospettati dai Carabinieri   diretti dal colonnello Francesco Ferace, comandante provinciale di Cosenza, di avere assassinato a Praia a Mare Vincenzo Pipolo, 62 anni, ucciso per strada con una coltellata al torace dopo un inseguimento. Si tratta di padre e figlia, Giovanni e Raffaella Marrazzo, di 49 e 26 anni, di Napoli. I carabinieri stanno cercando di chiarire il movente, forse legato a questioni private e non ad un fatto di viabilità come ipotizzato ieri. I due, secondo la ricostruzione dei carabinieri, ieri mattina, a bordo di una Fiat Panda di proprietà della moglie di Marrazzo, hanno inseguito Pipolo che era su un ciclomotore. L'uomo, ad un incrocio, è stato costretto a rallentare e, secondo l'accusa, è stato speronato da Marrazzo che ha anche tentato di investirlo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Scalea diretti dal capitano Vincenzo Falce, che hanno rintracciato, come detto, alcune ore dopo le due persone ricercate
PRAIA A MARE (CS) PER L'OMICIDIO DI VINCENZO PIPOLO 62 ANNI, PARTENOPEO DEI QUARTIERI SPAGNOLI, SPERONATO  IN VIA ROMA NEI PRESSI DEL LUNGOMARE CHE DA' SULL'ISOLA DI DINO, DA UNA FIAT-PANDA, MENTRE VIAGGIAVA A BORDO DEL SUO SCOOTER, UCCISO A COLTELLATE, IN CONCORSO, FERMATE AD ANGRI (SA) DUE PERSONE, ANCH'ESSE DI ORIGINI NAPOLETANE (MARRAZZO, PADRE E FIGLIA), DEL MEDESIMO QUARTIERE. LA MADONNA DELLA GROTTA, DI CUI SI  SVOLGEVA LA PROCESSIONE PROPRIO IERI, PIANGE LACRIME AMARE
Pipolo è riuscito a fuggire, ma è stato inseguito, a piedi, e raggiunto da Marrazzo e dalla figlia. La ragazza l'avrebbe colpito con il casco da motociclista dello stesso sessantenne, mentre il padre gli avrebbe sferrato una coltellata al torace. L'uomo è morto all'istante ma sui vestiti non c'erano tracce di sangue, forse per un riversamento interno. Solo quando è arrivato il medico legale si è accorto che era stato colpito con una coltellata al torace. A quel punto i carabinieri hanno avviato le indagini e sono risaliti all'identità dei due. Sono stati allertati tutti i comandi dell'Arma e delle altre forze dell'ordine sino a Napoli. Fino a quando Marrazzo e la figlia, insieme alla moglie e a due ragazzi, sono stati rintracciati dalla polizia stradale ad Angri (Salerno). Quindi, sulla base delle indagini svolte dai carabinieri del Comando provinciale di Cosenza con testimonianze e riscontri fotografici, i due sono stati sottoposti a fermo. Del fatto sono state informate le Procure della Repubblica di Paola, competente sul luogo dell'omicidio, e di Nocera, competente sul luogo dove i due sono stati fermati. Il cadavere trasferito dapprima all'obitorio di Praia a Mare e poi a quello dell'ospedale di Cetraro. Domani l'autopsia, poi i funerali
Domenico Salvatore
PRAIA A MARE (CS)- Entrano in rotta di collisione per i loro torbidi interessi, su cui indaga l'Arma, che finiscono all'ospedale, al Tribunale, al cimitero, alla galera, ma non sono Calabresi, nemmeno di rimbalzo e carambola. Dopo Corigliano ecco Praia a Mare. L'omicidio di Vincenzo Pipolo verso la soluzione? Intanto, non si tratta di un delitto d'impeto o preter-intenzionale, per gli sviluppi dell'ennesimo litigio post incidente stradale, che forse può esserci stato. Questa storia che ha trasformato in un inferno, il paradiso delle vacanze di Praia a Mare, comincia praticamente a Napoli. Nei Quartieri Spagnoli, di cui sono originari i protagonisti dell'ennesimo delitto accaduto in Calabria.  Non manca l'alterco, il battibecco, il diverbio, la divergenza, la discussione e la disputa. Dapprima in Campania, a Napoli e poi a Praia a Mare. I turisti e bagnanti, assai numerosi quest'anno ( e ce ne saranno assai di più nei prossimi anni, perché a parte la mucillagine ad est, i terremoti ad ovest e soprattutto il (quasi) completamento dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria, c'è la grande scoperta dei paradise beach calabresi, la qualità del prodotto con 700 chilometri di costa, raggiungibili con quattro aeroporti, di cui uno in costruzione ed una serie interminabile di porti, porticcioli e darsena, cale ed approdi)hanno assistito loro malgrado ad un inseguimento rocambolesco con coltellata finale. Ma non andavano in onda gli "esterni" di una pellicola hollywooodiana. Non si trattava di un 'Grande Fratello, L'isola dei famosi' od un reality show. Purtroppo la realtà superava la fantasia. Secondo una prima ricostruzione dei Carabinieri, gli accoltellatori dopo la lite e l'omicidio sono spariti. Diretti in Campania. A Napoli. Ai Quartieri Spagnoli. Una rapida latitanza, per far perdere le loro tracce. Ma il piano, è fallito. Intanto per l'abilità dei Carabinieri di Praia e del Comando Provinciale, diretto dal colonnello Francesco Ferace ma anche da una pattuglia della Polizia Stradale di Angri, diretta da Elio Manna. che su segnalazione dei  militari, hanno bloccato gli assassini; prima che potessero raggiungere il Golfo di Napoli, se non le pendici del Vesuvio.  Il muro di omertà,che regna sovrano e che cuce le bocche a doppia mandata per paura di vendette e rappresaglie, stavolta ha fatto cilecca. La gente ha collaborato e di sua sponte. Proprio come chiedono insistentemente: questori e prefetti, ma anche i procuratori capo della DDA. La libertà e la democrazia si difendono con il senso civico. Il povero Pipolo, anch'esso napoletano dei Quartieri Spagnoli, colpito al cuore da un fendente è crollato al suolo in una pozza di sangue e lì, lo ha trovato il medico legale che ha certificato il decesso, davanti al p.m. di turno presso la Procura della Repubblica di Paola, diretta dal procuratore capo Bruno Giordano. Sul posto del delitto anche il carro funebre per la rimozione del cadavere. Domani, l'autopsia, poi la salma verrà restituita alla famiglia per i funerali, che si svolgeranno a Napoli, in forma pubblica. Salvo diversa disposizione del questore di Napoli, Luigi Merolla. Procede anche la Procura della Repubblica di Nocera Inferiore guidata dal procuratore capo Gianfranco Izzo, competente, in quanto il fermo è stato effettuato sul territorio di competenza. Non può passare in secondo piano, l'azione del capitano Vincenzo Falce, comandante della Compagnia di Scalea; coordinato dal comandante del ROP, Vincenzo Franzese; tutti agli ordini del colonnello Francesco Ferace, comandante provinciale di Cosenza; e tutti coordinati dal p.m. di turno. Nell'immediatezza del delitto, si sono creati momenti di panico, perché alcuni parenti e conoscenti della vittima, hanno rivendicato la salma; volevano portarsi via il cadavere, forse con la collaborazione di imprese funebri amiche, sottraendolo alle incombenze di legge? Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza in sinergìa, accorsi sul posto del mortale incidente (con omicidio), anche con l'aiuto di elicotteri e unità cinofile hanno fatto rispettare l'autorità ed il prestigio dello Stato. I Carabinieri di Praia a Mare, meritano un encomio solenne, per la tempestività delle indagini, che hanno consentito di acclarare in tempo reale,  sui "futili" motivi e sull'intera, intricata faccenda. Sebbene qualche dettaglio, debba essere ancora completato. 
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Un uomo di 62 anni accoltellato a Praia a Mare 
Conosceva gli assassini con cui c'erano già dissapori
Un uomo di 62 anni è morto in seguito all'ennesimo litigio avuto con una coppia che già conosceva e avvenuto a Praia a Mare in pieno centro. Secondo le prime ricostruzioni l'uomo ha avuto un alterco con un uomo e una donna che viaggiavano a bordo di una Fiat Panda. Con entrambi aveva avuto in passato alcuni diverbi. I due l'hanno inseguito, speronato e, infine, accoltellato causandone la morte.

Rilievi effettuati dai carabinieri
PRAIA A MARE (CS) - E' stato inseguito con una Fiat Panda e accoltellato Vincenzo Pipolo, di 62 anni, morto a Praia a Mare dopo un litigio con una coppia che viaggiava a bordo di una Fiat Panda per vicende legate alla viabilità stradale. Da quanto appurato sono tutti e tre napoletani, si conoscevano da tempo e c'erano pure rancori tra di loro. 
Il sessantaduenne, mentre era in sella del suo scooter, ha incrociato la Panda con a bordo la coppia e tra i tre c'è stata l'ennesima discussione. Pipolo, vedendo che la situazione iniziava a degenerare, si è allontanato con lo scooter ma i due a bordo dell'automobile lo hanno inseguito e con il loro mezzo hanno speronato il ciclomotore. Il sessantaduenne è caduto a terra ed ha perso il casco ma subito dopo si è rialzato cercando nuovamente di fuggire. La donna gli ha lanciato contro il casco e Pipolo è caduto. A quel punto la vittima è stata colpita con una coltellata al torace ed è morto. I due occupanti della Fiat Panda sono successivamente fuggiti per poi essere rintracciati e arrestati a distanza di alcune ore mentre tentavano, secondo alcune indiscrezioni, di lasciare la Calabria. 
Dall'esame del medico legale è emerso che c'è stato un riversamento di sangue interno tanto che sui vestiti non aveva nessuna macchia e, infatti, una ferita è stata subito intravista dai presenti alcuni dei quali avrebbero assistito all'accaduto. 
Il cadavere, dopo i rilievi del caso, è stato trasportato all'obitorio dell'ospedale di Praia a Mare per gli esami del caso. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Scalea diretti dal capitano Vincenzo Falce, che hanno rintracciato, come detto, alcune ore dopo le due persone ricercate. Al momento sono state arrestate con l'accusa, ovviamente provvisoria in quanto i fatti sono in via di accertamento, di omicidio in concorso. 
domenica 18 agosto 2013 14:09
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Omicidio Praia a Mare ucciso Vincenzo Pipolo 18 agosto 2013
Sono stati sottoposti nella notte a fermo per omicidio l'uomo e la donna bloccati ieri perché sospettati dai Carabinieri del Comando provinciale di Cosenza di avere assassinato a Praia a Mare Vincenzo Pipolo, 62 anni, ucciso per strada con una coltellata al torace dopo un inseguimento.
Si tratta di padre e figlia di 49 e 26 anni, di Napoli. I carabinieri stanno cercando di chiarire il movente, forse legato a questioni private e non ad un fatto di viabilità come ipotizzato ieri. I due, secondo la ricostruzione dei carabinieri, ieri mattina, a bordo di una Fiat Panda di proprietà della moglie dell'uomo, hanno inseguito Pipolo che era su un ciclomotore.
L'uomo, ad un incrocio, è stato costretto a rallentare e, secondo l'accusa, è stato speronato dall'aggressore che ha anche tentato di investirlo. Pipolo è riuscito a fuggire, ma è stato inseguito, a piedi, e raggiunto dall'uomo e dalla figlia. La ragazza l'avrebbe colpito con il casco da motociclista dello stesso sessantenne, mentre il padre gli avrebbe sferrato una coltellata al torace.
L'uomo è morto all'istante ma sui vestiti non c'erano tracce di sangue, forse per un riversamento interno. Solo quando è arrivato il medico legale si è accorto che era stato colpito con una coltellata al torace.
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A quel punto i carabinieri hanno avviato le indagini e sono risaliti all'identità dei due sottoponendoli al fermo. Sono stati allertati tutti i comandi dell'Arma e delle altre forze dell'ordine sino a Napoli. Del fatto sono state informate le Procure della Repubblica di Paola, competente sul luogo dell'omicidio, e di Nocera, competente sul luogo dove i due sono stati fermati. (Ansa)
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