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martedì 20 agosto 2013

Ma il vate di Bova Marina, Pasquino Crupi, si è trasferito Lari e Penati, sul monte Parnaso?

Il cordoglio del sindaco Mario Occhiuto per la scomparsa dell'intellettuale Pasquino Crupi
"E' con dispiacere che apprendo della scomparsa di Pasquino Crupi, eccellente pensatore della nostra terra".
Il sindaco Mario Occhiuto esprime, a nome suo e della Giunta, cordoglio per la morte dell'intellettuale nato a Bova Marina nel 1940.
"Ero fra i lettori della sua celebre rubrica giornaliera 'Luna rossa' e ne apprezzavo gli stimoli acuti e sempre puntuali nel trattare fatti di attualità. Con lui scompare un irriducibile meridionalista, sinceramente appassionato della Calabria e dei calabresi. I suoi libri, per la maggior parte attenti scritti su una realtà che resta sospesa nella storia dell'immutabilità, continueranno ad accompagnarci nella conoscenza di un mondo che ci appartiene ma che spesso fatichiamo a capire".    

L'USIGNUOLO DI BOVA MARINA NON CANTA PIỦ 

Domenico Salvatore

Il tam-tam d'internet, ha battuto la notizia per tutto il giorno, mentre le agenzie, intorpidite dalla canicola rovente, erano ancora tra le braccia di Morfeo. Basta accendere un computer. Trovi di tutto, di più sulla figura del leggendario vate di Bova Marina. Pure la scomparsa di un grande personaggio come Pasquino Crupi. Un padreterno che aveva strumenti di grande efficienza, funzionalità ed efficaci, come la penna, la lingua e le idee, che avrebbero arricchito chiunque. Ma non il proletario Pasquino Crupi…la classe operaia va in paradiso. Il giornalismo ed il mondo della cultura calabrese sono in lutto; perdono oggi 19 agosto 2013, uno dei suoi figli migliori. Il successore naturale del professore Antonio Piromalli, se n'è andato. Sebbene abbia letto e riletto e rilanciato i vari Corrado Alvaro, Francesco perri,Saverio Montalto, Mario La Cava, Fortunato Seminara, Saverio Strati, Leonida Rèpaci, Sharo Gambino, Barlaam di Seminara, Leonzio Pilato, Pomponio Leto. Senza mai trascurare lo studio di altri personaggi come Benedetto Croce, Gaetano Salvemini, Giustino Fortunato. Ci regalò un libro con dedica autografa sul culto della Madonna di Polsi o della Montagna. Non ha fatto in tempo a darci quello sul santo di Bova ed Africo (San Leo).

Non è riuscito a superare l'ultima crisi. Il professore (in pensione) Pasquino Crupi, direttore del settimanale "La Riviera" è morto. Poco dopo mezzogiorno. Aveva 73 anni ed era malato da tempo. Un "intellettuale in trincea", come amava definirsi. La trincea, come ognuno intende, è la Calabria che Pasquino Crupi, ha continuato a difendere con estrema passione: come meridionalista senza conversione; come studioso ininterrotto del pensiero calabrese; come appassionato oratore; come giornalista senza peli sulla lingua. …"Usignolo/Per sempre spengo un sogno nel mio cuore/Io che innalzavo già per te un altare/L'oro ha fermato il tuo volo/E t'ha spezzato le ali/Nella tua voce v'è il pianto/O mio usignolo/"…"Con Pasquino Crupi – ricorda il segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria, Carlo Parisi, vicesegretario nazionale Fnsi – scompare una delle figure più importanti della cultura meridionalista. Uomo del Sud, per il Meridione si è sempre battuto dalla parte dei più deboli e dei più poveri, dando voce a quei senza voce che hanno sempre trovato spazio nella sua esistenza terrena".I funerali saranno celebrati a Bova Marina domani alle 16.30, nella chiesa Don Bosco. Direttore anche della "Riviera". Intellettuale e giornalista, prorettore dell'Università per Stranieri "Dante Alighieri" di Reggio Calabria, ex sindaco di Bova Marina meridionalista senza conversione, Presidente del Comitato di gestione  dell'USL "Carmelo Malara" di Melito. Dirigente Generale dell'ARECU (Agenzia Regionale della Cultura).  Presidente  della Consulta  regionale alla Cultura e ai Beni culturali. Scrittore. Saggista. Critico d'arte. Storico.  


Una tra le figure intellettuali di maggiore prestigio della nostra terra. Un pezzo importante della nostra cultura. Un personaggio che riusciva a conquistare stima ed affetto, anche dai suoi avversari, rivali, denigratori, invidiosi e gelosi"  E' venuto a mancare Pasquino Crupi. I Democratici reggini rendono omaggio al protagonista intellettuale e politico meridionalista che ha dispiegato il suo instancabile ed appassionato impegno a favore del mezzogiorno e dei più deboli e per l'affermazione dei valori della giustizia sociale e di crescita civile della nostra terra.
I Democratici reggini, nell'esprimere il loro più profondo cordoglio ai familiari del Prof. Pasquino Crupi, lo ricordano con commozione e tristezza.". Il sindaco e l'amministrazione comunale di Polistena…" Il prof. Pasquino Crupi, vicino e particolarmente legato alla città di Polistena, è stato un grande uomo di saperi e cultura, esemplare figura di critico letterario e storico, costantemente impegnato alla riscoperta del pensiero meridionalista quale necessità per il riscatto del Mezzogiorno.
Un pensatore profondo, capace in molte circostanze di resistere, con la lucidità delle sue idee e la forza delle sue parole, dinanzi ai ripetuti tentativi di oscurare la questione meridionale dall'agenda culturale e politica del Paese.


Al prof. Pasquino Crupi, un commosso ringraziamento per avere insegnato a molti, come difendere e tenere alta la dignità della Calabria che non si arrende, ed al contempo, per aver infuso, educato e formato nei più giovani la speranza del cambiamento. 
 " E' Pasquino Crupi il nuovo direttore responsabile de "la Riviera", il settimanale della provincia di Reggio Calabria, edito da Rosario Condarcuri, con sede a Siderno ed al suo dodicesimo anno di vita. Il numero di oggi, fonte www.giornalisticalabria.it infatti, reca la firma dell'intellettuale "in trincea", come ama definirsi, nato a Bova 70 anni fa, giornalista pubblicista dal 16 ottobre 1973, prorettore dell'Università per Stranieri "Dante Alighieri" di Reggio Calabria. La trincea, come ognuno intende, è la Calabria della quale continua la difesa con estrema passione: come meridionalista senza conversione, come studioso ininterrotto del pensiero calabrese, come appassionato oratore, come giornalista senza peli sulla lingua. Tra le sue numerose opere: Letteratura ed emigrazione (Reggio Calabria 1982); Processo a mezzo stampa (Venezia 1982); Stragi di stato nel Mezzogiorno contadino (Cosenza 1985); Il giallo colore del sangue di Luino (Reggio Calabria 1990); Un popolo in fuga (Cosenza 1991); L'anomalia selvaggia-Camorra, mafia, picciotteria, 'ndrangheta nella letteratura calabrese del Novecento (Palermo 1992); Benedetto Croce e gli studi di Letteratura calabrese (Cosenza 2003). 

E vale la pena di ricordare la monumentale Storia della letteratura calabrese."Da questo numero  - scrive Pasquino Crupi nell'editoriale di oggi – firmo come direttore responsabile de «La Riviera». Dico, senza preamboli, che alla richiesta, avanzata timidamente, cioè, educatamente, dai giovani, anche baldanzosi, ho risposto prontamente si. Per queste due ragioni fondamentali. la prima è che voglio bene a questa libera e, quindi, indisciplinata testata, l'altra che la mia firma s'aggiunge – non sostituisce – quella di Nicola Zitara, uomo di studio e di pensiero, intellettuale probo, giornalista senza peli sulla lingua, saggista originale nel campo del meridionalismo, che per l'enorme mole degli studi accumulatisi e per l'altezza d'ingegno dei suoi Magni Spiriti sembrava chiuso a ulteriori sviluppi e innovazioni.
Non ho da fare proclami – aggiunge Pasquino Crupi – e non ho da fare programmi. La linea del settimanale, se una linea c'è, rimane immutata. Io scriverò da giornalista tra i tanti giovani giornalisti , che in questi anni hanno lavorato e continuano a lavorare a «la Riviera» con entusiasmo, coraggio, senza irretimento nelle verità ufficiali e nelle veline. Libero ognuno di correre secondo le proprie inclinazioni. Ma c'è un punto che deve unirci: operare «a nome del meridionalismo, o, quanto meno, di ideologie che in esso s'incentrano», come ammoniva Guido Dorso. E' questo il «memento» che il grande meridionalista avellinese ci ha lasciato. 

E «memento» – conclude Crupi – non significa solo ricordare, ma più precisamente: assolvere un dovere. Il nostro dovere – c'è bisogno di dirlo? – da assolvere è quello che ci obbliga alla difesa dialettica della Calabria come uomini e come giornalisti".Pasquino Crupi succede alla guida de "la Riviera" a Nicola Zitara, deceduto l'1 ottobre scorso all'età di 83 anni. Zitara aveva assunto la direzione del giornale alcuni mesi prima, a seguito delle dimissioni di Antonio Aprile. E "la Riviera", in questi giorni, piange la scomparsa di un altro suo pilastro, Francesco Barbaro, presidente onorario del giornale, dopo aver ricoperto anche la carica di direttore responsabile. Barbaro, che aveva 78 anni, era nato a Locri ed era stato corrispondente storico della "Gazzetta del Sud" e de "Il Tribuno".  La Bibbia dei poveri, primo tentativo di introdurre nelle nostre scuole lo studio degli scrittori calabresi del Novecento. Vennero poi :  Letteratura ed emigrazione (1979); L'uomo la donna il letterato. Saggio sulla condizione femminile nella Calabria del '900 (1984); La tonnellata umana. L'emigrazione calabrese.1870-1980 (1984); Stragi di Stato nel Mezzogiorno contadino.1860-1950 .L'identità di governi e opposizioni (1985);Un popolo in fuga. Viaggi letterari tra gli emigrati d'Italia del Mezzogiorno della Calabria (1991); Letteratura calabrese contemporanea (1992); 

Storia della Letteratura Calabrese, Voll. 4 (1992- 1997);  L'anomalia selvaggia. Camorra, mafia, picciotteria e 'ndrangheta nella letteratura calabrese del Novecento (1992);  La letteratura calabrese raccontattata ai ragazzi (2000).  " I classici della letteratura calabrese". Una notizia che comunque lo riguardava. Leggiamo su Strill.it:"A seguito delle numerose richieste di partecipazione alla quarta edizione del "Festival di poesia dialettale calabrese Giuseppe Morabito 2013", il Centro Internazionale Scrittori della Calabria ha deciso di prorogare al 31 agosto 2013 il termine entro cui potranno pervenire gli elaborati. Si partecipa al Festival inviando due poesie, edite o inedite in dialetto calabrese, in cinque copie dattiloscritte o fotocopiate. Una sola copia di ogni poesia dovrà recare in calce nome, cognome, indirizzo (se posseduto anche quello di posta elettronica), recapiti telefonici e firma. E' preferibile allegare alle poesie una breve biografia. Per la partecipazione al Festival è previsto un contributo unico di Euro 15.00 (quindici) da versare sul Conto Corrente Postale n. 96841119 intestato al Centro Internazionale Scrittori della Calabria per spese di segreteria. Gli elaborati dovranno pervenire entro il 31 agosto 2013 al seguente indirizzo: Centro Internazionale Scrittori della Calabria – Casella Postale 109 - 89100 Reggio Calabria. 

La Commissione Giudicatrice del "Festival di poesia dialettale Giuseppe Morabito 2013" selezionerà il vincitore del trofeo "Giuseppe Morabito" e un primo, secondo e terzo premio per ogni sezione delle quattro in cui il Festival è strutturato: Sezione Gaetano Previtera; Sezione Luigi Campagna; Sezione Mimmo Martino; Sezione Pasquale Calcaramo. Presidente  della Commissione giudicatrice è il prof. Pasquino Crupi. I nomi degli altri componenti saranno in seguito resi noti. Ai vincitori saranno assegnati i seguenti premi: al vincitore del trofeo "Giuseppe Morabito" euro 250,00 (duecentocinquanta), targa e diploma. Per ognuna delle quattro sezioni saranno assegnati al primo classificato euro 200,00 (duecento), targa e diploma; al secondo e terzo classificato targa e diploma. La Giuria potrà assegnare, inoltre, segnalazioni speciali con targhe e diplomi e medaglie. I premi dovranno essere ritirati dai vincitori. Le poesie più meritevoli saranno pubblicate su internet o in una antologia. La cerimonia di premiazione si svolgerà entro il 2013 nella città di Reggio Calabria. I vincitori saranno avvisati del luogo e della data di svolgimento della cerimonia di premiazione telefonicamente, con comunicato stampa, a mezzo televisione e internet. Sul sito Web e sul Blog del Centro Internazionale Scrittori della Calabria sono pubblicati il Regolamento e le varie informazioni riguardanti il Festival.". Il mitico Pasquino Crupi, non c'è più. Quanti ricordi! Negli anni in cui lo scrivente collaborava con Il Tempo, pagine della Calabria; con La tribuna del Mezzogiorno; 

Il Giornale di Calabria versione Piero Ardenti-Giacomo Mancini; La Gazzetta del Sud; Oggisud; Il Giornale di Calabria, versione Giuseppe Soluri; Il Quotidiano della Calabria; abbiamo scritto qualcosa anche su Calabria oggi e su una serie di settimanali, quindicinali, mensili; corrispondente della RAI di Cosenza; dell'Agenzia Ansa; radio e televisioni private; direttore del Provinciale; direttore di Delia Polis. Direttamente o di rimbalzo e carambola, ci siamo sempre occupati della figura carismatica di Pasquino Crupi. Ora sindaco di Bova Marina; ora presidente dell'Usl "Carmelo Malara" di Melito Porto Salvo; ora relatore di questo convegno, di quel meeting; ora la presentazione di un libro; ora critico d'arte. Le ultime due volte, al convegno con il figlio del mitico Gerard Rholfs a Bova ed alla "Luna Ribelle" con il governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, di cui abbiamo dato notizia, su queste stesse colonne. Ci considerava "suo amico" e collega. Ci ha pure regalato un suo libro con dedica. Ma non rivendichiamo nulla. Certe cose non si rivendicano. Sono e rimarranno per sempre, perché scripta manent, verba volant. C'era un bel dialogo, un sereno confronto. Sebbene, non mancassero i momenti frizzanti, effervescenti e pungenti. E gli amici comuni, ci sfottevano…"Si trovaru…raspa e lima". Non stiamo qui a laudare, elogiare, celebrare e magnificare. Benchè lo meritasse. La sua vita, le sue opere sono note, urbi et orbi. 


Ma poi, ci sono persone, personaggi e personalità, autorità politiche, civili, militari, religiose, che sapranno farlo assai meglio di noi. Vite parallele le nostre. Per molti aspetti. Ci mancherà culturalmente, spiritualmente, giornalisticamente. Addio caro compagno di viaggio! Addio, maestro di vita e di scuola! "In Paradiso ti accompagnino gli angeli,/al tuo arrivo ti accolgano i martiri,/ e ti conducano nella santa Gerusalemme./ti accolga il coro degli angeli,/e con Lazzaro povero in terra/tu possa godere il riposo eterno nel cielo./Io sono la risurrezione e la vita./Chi crede in me anche se muore vivrà;/e chiunque vive e crede in me,/non morrà in eterno./Apritemi le porte della giustizia:/entrerò e renderò grazie al Signore./Questa è la porta del Signore:/per essa entrano i giusti./Celebrate il Signore, perché è buono;/perché eterna è la sua misericordia./.". Il professore Crupi, curava una rubrica molto seguita sulla prima pagina del quotidiano "Calabria Ora", dal titolo 'Luna Rossa'… Vaco distrattamente abbandunato.../Ll'uocchie sott''o cappiello annascunnute,/mane 'int''a sacca e bávero aizato.../Vaco siscanno ê stelle ca só' asciute.../Fischio........................./E 'a luna rossa mme parla 'e te,/Io lle domando si aspiette a me,/e mme risponne: "Si 'o vvuó' sapé,/ccá nun ce sta nisciuna..."/E i' chiammo 'o nomme pe' te vedé,/ma, tutt''a gente ca parla 'e te,/risponne: "E' tarde che vuó' sapé?!/Ccá nun ce sta nisciuna!..."/

Luna rossa,/chi mme sarrá sincera?/Luna rossa,/se n'è ghiuta ll'ata sera/senza mme vedé.../E io dico ancora ch'aspetta a me,/for''o barcone stanott'ê ttre,/e prega 'e Sante pe' mme vedé.../Ma nun ce sta nisciuna.../Mille e cchiù appuntamente aggio tenuto.../Tante e cchiù sigarette aggio appicciato.../Tanta tazze 'e café mme só' bevuto.../Mille vucchelle amare aggio vasato..../Fischio........................./E 'a luna rossa mme parla 'e te,/". I suoi lettori, se lo 'bevevano'ogni mattina. Non solo i seguaci di Antonio Gramsci. Gli ortodossi che lo hanno sempre seguito. Di sicuro non quelli che lo hanno sempre ostacolato, impedito e contrastato. Quelli, gli eterodossi, che gli hanno stroncato la carriera politica. Ma non chiamatela conservazione reazionaria, oligarchica ed aristocratica. Gli amici lo definivano tout court…"Genio e sregolatezza": Affogava le delusioni cocenti, le amarezze roventi e le incomprensioni torride, un paio di centimetri, sotto l'immancabile "panama", nell'inseparabile sigaro e qualche altra debolezza umana. Una volta ci convocò nel suo gabinetto di sindaco assieme (se non confondiamo) a Bruno Gemelli e ci disse papale papale"Vi ho chiamato perché vorrei affrontare un argomento delicato e perché ritengo, che siate dei giornalisti 'liberi'; mi piace la vostra penna". In quel tempo collaboravamo con Il Giornale di Calabria, la Gazzetta del Sud e poi con Oggisud. Teneva la schiena dritta, proprio come hanno detto Giovanni Paolo II e Carlo Azeglio Ciampi.

Un talento naturale. Peccato che l'Università gli abbia chiuso le porte in faccia. Sono 'color che vissero senza lode e senza infamia'.Tranne l'Università per stranieri "Dante Alighieri", che invece gliele spalancò. Ecco un'altra cocente delusione della sua vita. Il Sommo Poeta, li manderebbe nel girone degl'ignavi, obbligandoli a correre perennemente dietro ad un'insegna; inseguiti da sciami di vespe e mosconi inferociti e  intenti  a punzecchiare le chiappe. Il suo vecchio compagno d'armi Peppe Iaria, lo chiamava per il comizio finale, durante la campagna elettorale, in Piazza Mercato; ed era vittoria. Gli dèi, Apollo in particolare sono stati benevoli con noi. Ci hanno fatto conoscere un grande della cultura, non solo calabrese. Era unico. Nel panorama culturale ci sono altri, che potrebbero raccogliere il testimone. Ma troverà la strada lastricata di problemi, difficoltà, impedimenti, scogli, intoppi e complicazioni. La cultura in Calabria, ancora non ha trovato cittadinanza. Gli editori, rara avis in caelo, vogliono andare a botta sicura; i filantropi ed i mecenati sono una fauna in via di estinzione. Chi può stampa in proprio, che è meglio di niente ed aspetta alla finestra che… arrivi una chiamata da "Mondadori, Garzanti, Rizzoli, Feltrinelli, Einaudi, Laterza, Mulino, Zanichelli, tanto per citare. Sognare, non è proibito! Gli editori calabresi? Ci sono e lavorano, ma, a prescindere vogliono innanzitutto… ammortizzare i costi. Domenico Salvatore



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